COMUNICATO A TUTTE LE LAVORATRICI ED AI LAVORATORI DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE DELLA REGIONE SICILIANA – MULTISERVIZI SPA; BIOSPHERA SPA, BENI CULTURALI SPA 

 

Il processo di riordino delle partecipate della Regione Siciliana, avviato dalle previsioni della Legge Regionale 12/05/2010 n° 11 (Finanziaria),  sta cominciando lentamente a produrre i  suoi effetti.

Dopo la fase istruttoria, ed una lentissima definizione, non sempre in modo lineare degli ipotizzati assetti, per le singole aree strategiche, con la relativa individuazione delle società da mantenere e da dismettere, la competente Commissione Legislativa ha iniziato ad emettere i vincolanti pareri, e nei prossimi giorni sarà impegnata  nella definizione delle singole aree interessate per il completamento e la successiva del provvedimento, ancora oggi non definito in tutti i suoi aspetti 

Per quanto concerne l’area strategica dei servizi ausiliari (Multiservizi, Biosphera, Beni Culturali) la Commissione ha adottato la determinazione della liquidazione della Società Biosphera e della Multiservizi.

Non appare chiaro se, alla liquidazione delle richiamate società, seguirà la cessione alla Beni Culturali delle stesse aziende e dei singoli beni aziendali; infatti viene più volte fatto riferimento ad una nuova società quale risultante del processo avviato, che dovrebbe comunque essere organizzata in 3 diversi rami d’azienda, ciascuno di esso dotato di autonomia.

La  nuova società, per potere mantenere peraltro i servizi in house, affidamenti diretti, a regime e a mente delle vigenti disposizioni comunitarie in materia,  ha quale caratteristica fondante che, nella compagine sociale, entrino a far parte tutti quei soggetti istituzionali nei confronti dei quali si dovranno realizzare le prestazioni.

Ribadiamo che, l’elemento comunque qualificante di tutta tale partita rimane la rivisitazione di tutti i contratti vigenti presso le tre società, ridisegnandoli, ampliandoli e riqualificandoli, sia per sottrarre il personale alle attività meno qualificate che per inibire un utilizzo dei dipendenti omologabile alla pura fornitura di manodopera, fuori da un contesto definito di servizi autonomamente svolti e, conseguentemente, valutabili e misurabili nei risultati.

In ogni caso ci sembra del tutto prematuro esprimere giudizi di merito, infatti, a nostro parere, le determinazioni assunte risultano ancora oggi generiche per molti aspetti vuote di contenuti sostanziali, per poterne valutare i reali effetti sia sulla riorganizzazione sia sulle prospettive.

Per quanto ci concerne, come Uiltucs, ribadiamo che il confronto fin qui realizzato risulta abbastanza scarno, se escludiamo l’audizione presso la competente Commissione e quelli che possiamo definire più dei contatti che un confronto, con il competente Assessorato all'Economia ,  il coinvolgimento della parte sindacale, almeno fino ad oggi è marginale.

Per le superiori motivazioni riteniamo che il percorso di merito stia iniziando solamente oggi e conseguentemente andrà monitorato e verificato costantemente.

Non crediamo che il merito delle questioni si possa sostanziare con degli slogan e/o con dei titoli, che vanno sempre e comunque riempiti con i contenuti, ed ancora le ricadute concrete andranno misurate nella loro effettiva applicazione e nella verifica dei risultati prodotti.

In via teorica, l’ulteriore passo avanti, è individuabile nell’indicato riordino relativo al contratto unico di lavoro, da applicare ai lavoratori delle richiamate società.

Così come rivendicato nel tempo, dalla Uiltucs Uil, passando per il primo obiettivo, ovvero le delibere del 2007 della Giunta Regionale, con le quali si autorizzava l’applicazione del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro, ovvero a condizioni normative e retributive non inferiori a quelle risultanti dallo stesso (per le società Multiservizi e Beni Culturali), ancora oggi, in coerenza con la nostra impostazione, riconfermiamo la richiesta di applicazione del Contratto Collettivo applicato ai dipendenti regionali, con le opportune e necessarie modifiche che tradotto significa che i contenuti normativi ed economici di quel contratto sono la base minima di riferimento, conseguentemente andranno fatti salvi tutti i trattamenti economici e normativi, evidentemente migliorativi rispetto al contratto dei regionali pattizziamente applicato.

Il riferimento alla salvaguardia dei trattamenti economici pregressi vogliamo fare salvi, ad esempio, i sistemi delle indennità, della socialità, i meccanismi di produttività (sia per le parti fisse che per le parti variabili), etc… e porre le basi affinché, soprattutto in tema di classificazione del personale, non venga utilizzato soltanto il criterio della parità dei trattamenti economici, ma venga presa in considerazione l’effettiva mansione svolta, prescindendo dal trattamento economico detenuto, in quanto questo elemento da solo potrebbe fare scaturire inquadramenti inferiori rispetto a quelli effettivamente spettanti ai lavoratori.

Vale la pena in questa sede evidenziare che la delibera cita espressamente che le operazioni prima richiamate si dovranno realizzare “senza oneri aggiuntivi” dizione, questa, che ci lascia perplessi sulle operatività che si andranno a determinare.

Su tale materia basta misurare i contenziosi presenti per avere un quadro di riferimento sulla corretta applicazione dell’inquadramento che non può rimanere una materia né marginale, né trascurabile.

Anche sulla partita del contenzioso, presente in tutte le aziende, abbiamo da anni rivendicato in tutte le sedi, dalle audizioni in Commissione Parlamentare, nel confronto con le singole imprese e con l’Assessorato all’Economia, la urgenza e la necessità di definire in via transattiva tutti i contenziosi presenti,  e relativi al riconoscimento dei rapporti a tempo indeterminato, sia per i CO.CO.PRO. che per il personale interinale, ed analogamente, ci siamo espressi sulla materia degli inquadramenti.

L’odierno orientamento sembra, finalmente, anche in questo caso, accogliere tale proposta anche se, tale tema, appare affrontato genericamente, ovvero non ancora sostanziato su chi deve operare tali accordi e sui tempi di realizzazione.

Non appare chiaro il riferimento ad un nascente ramo di attività dove fare confluire il contenzioso , il nome teorico “cattiva compagnia” (Bad Company) auspichiamo che non corrisponda ad una ghettizzazione e/o a un parcheggio delle criticità, francamente riteniamo invece che più semplicemente dettate le linee guida, le singole imprese operino direttamente e velocemente per chiudere il contenzioso, che è già stato abbondantemente individuato ed anche quantificato nei suoi costi.

In ultimo, non in ordine di importanza, appare evidente che anche quanto proposto in tema di proroga, sia dei contratti di servizio che dei rapporti di lavoro a qualsiasi titolo in essere, ha bisogno di essere sostanziato con i conseguenti atti che auspichiamo coerenti con quanto parzialmente dichiarato, anche per quanto concerne il passaggio al nuovo soggetto che dovrà acquisire quelli esistenti ed occuparsi del loro rinnovo.

Infine non possiamo che confermare un cauto approccio a tutta la problematica che rimane sostanzialmente aperta, come abbiamo cercato con questa breve nota di rappresentare, e che dovrà essere materia del confronto nei rispettivi tavoli di merito.

In tale contesto non riteniamo, conseguentemente,  conducente abbandonarci a facili proclami dal carattere puramente propagandistico ed autoreferenziali, pensando in termini più riflessivi al governo della concreta evoluzione, ribadiamo tutta da riempire dei necessari contenuti ancora oggi mancanti.

                    

                                                                                         La Segreteria Regionale  UilTuCS Uil Siclia

  

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